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La Cultura Accanto
Giovedì 14 Aprile 2011

territoriale Cosenza Cosenza
Comunicato stampa
La cultura accanto
Noi crediamo che tra le necessarie, anzi fondamentali, forme di resistenza alla deriva sociale del nostro paese il “ lavoro culturale”, appaia imprescindibile. La questione culturale è una priorità. E sta diventando ormai sempre più evidente non solo quali contenuti discutere ma anche il modo con cui trasmetterli.
Il predominio pervasivo dei nuovi sistemi di comunicazione ha reso evidente come sia necessaria un’opera di ri-alfabetizzazione politico-culturale non solo del “ popolo”, ma innanzitutto di coloro che, occupandosi di questioni sociali, hanno smarrito la bussola di contenuti e linguaggi.
Il dominio del turbo-capitalismo ha non solo modificato in peggio le condizioni materiali dei cittadini, soprattutto di coloro che abitano i sud del mondo – e la Calabria vi è inserita senza tema di smentita - drenandone le poche risorse, ma ne ha peggiorato le coscienze.
In Italia l’era berlusconiana che dura da sedici anni ha bisogno di essere fermata. Noi crediamo che lo si possa fare ricominciando a ragionare in modo nuovo attraverso un linguaggio fresco che aiuti a modificare le nostre vecchie strutture mentali adeguandole alla velocità e agilità con cui le nuove generazioni utilizzano i mezzi di comunicazione.
Ciò non vuol dire perdere di vista quello che è lo stato del mondo: il capitale globale continua a dispiegare la sua forza quasi senza ostacoli, tanto che le sinistre sembrano essersi arrese accettandone l’ineluttabile dominio.
La storia è finita? Noi crediamo che, essendo fatta dagli uomini, non sia così, poichè come ogni creatura umana non possiamo pensare che il sistema liberal-liberistico sia l’unico possibile. Ne vogliamo discutere. Per questo abbiamo invitato a Cosenza tra quelli che si ostinano a dipanare sulle strade del mondo un ragionamento “ altro”, alcuni intellettuali, che per temi affrontati e freschezza di linguaggio possono aiutarci a raccogliere il filo rosso smarrito da anni, anche a causa di una sinistra italiana che è apparsa condizionata spesso da logiche di potere o di mera sopravvivenza.
Ha dichiarato qualche giorno fa, in un’intervista alla Stampa, la grande attrice teatrale tedesca Andrea Jonasson, vedova di Giorgio Strehler: << La crisi c’è anche in Austria e in Germania, ma la parola d’ordine è: non dobbiamo abbandonare la cultura. A Vienna, per incoraggiare i giovani, fanno una cosa importante: quando la sala, a poche ore dallo spettacolo, non è esaurita, danno i biglietti ai ragazzi per 7 euro, come al cinema (…) Il pubblico italiano dovrebbe riaversi dal torpore, andare in piazza e chiedere cultura. In piazza a chiedere cultura come si chiede la libertà, come si chiede un diritto.>>.
Cosenza, 2 aprile 2011
Allegato: manifesto appuntamenti



