“Altro che blocco dell’aumento dell’età pensionabile tanto sbandierato dal Governo, come denunciamo da tempo i fatti dimostrano esattamente il contrario: l’adeguamento automatico alla speranza di vita resta pienamente in vigore e continua a colpire lavoratrici e lavoratori”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione.

“Con la legge di Bilancio – spiega infatti la dirigente sindacale – l’Esecutivo ha già certificato un incremento di tre mesi dal 2028 per la pensione di vecchiaia e per quella anticipata. Ora, dalle stime contenute nel nuovo Rapporto della Ragioneria generale dello Stato, emerge che dal 2029 l’aumento sarà addirittura di sei mesi. Un incremento che porterà il requisito per la pensione di vecchiaia a 67 anni e 6 mesi e quello per la pensione anticipata a 43 anni e 4 mesi, un anno in meno per le donne”.
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