Già scattati gli aumenti del diesel, nelle prossime settimane previsti anche quelli di gas ed elettricità: l’impatto maggiore sarà sugli utenti vulnerabili
“Aumenti inauditi, spropositati – sostiene Federconsumatori in una nota -: già a giugno 2025, quando c’erano state le prime più concrete avvisaglie del conflitto con l’Iran, Brent e Wti (tipologie di petrolio, ndr) erano schizzati a livelli pari a quelli odierni. I carburanti, però, erano rimasti su piani decisamente più bassi”.
Allargamento del conflitto
Ma è solo l’inizio, avvertono gli esperti. L’allargamento del conflitto e dei Paesi coinvolti, il fatto che vengono colpiti impianti strategici, terminali, raffinerie, la chiusura dello stretto di Hormuz che mette a rischio un quinto del petrolio mondiale: questi fattori avranno un impatto sui prezzi che potrebbe essere ancora più significativo. Anche la durata della guerra, che non si può prevedere, avrà un peso decisivo.
Effetti diretti e indiretti
Il conflitto in Medio Oriente sta già avendo effetti diretti sui consumatori e a breve potrebbe avere ripercussioni ancora pesanti sulle tasche degli italiani, estendendosi alle bollette e ai prezzi dei prodotti trasportati. All’indomani dallo scoppio della guerra, l’osservatorio di Federconsumatori ha stimato che per i sovrapprezzi sui carburanti ci sarà una maggiorazione di 94 euro di costi diretti per gli automobilisti che hanno auto a gasolio e di 111 euro a famiglia per gli aumenti indiretti sui prezzi dei beni di largo consumo, dovuti al trasporto delle merci su gomma.
Aumenti in bolletta
Poi ci sono le bollette del gas e della luce. A causa della guerra in Iran, si prevede un aumento del 15 per cento sulle bollette del gas dal primo aprile, e un aumento dell’8 – 10 per cento sulle bollette elettriche degli utenti vulnerabili nel secondo trimestre.
Utenti vulnerabili
“Gli utenti più in difficoltà sono coloro che si trovano nel servizio di vulnerabilità, che oltre a trovarsi in una situazione di fragilità, hanno contratti a tariffa variabile …
Già a gennaio le bollette del gas per i vulnerabili nel mercato tutelato hanno registrato un aumento del più 10,5 per cento rispetto a dicembre 2025, a causa delle fluttuazioni dei prezzi di mercato. “Il quadro desta estrema preoccupazione e merita la massima attenzione da parte del governo – afferma Michele Carrus, presidente di Federconsumatori -. Per questo chiediamo all’esecutivo di intervenire per mettere in capo strumenti di contrasto agli incrementi a partire dai soggetti più fragili”.
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