Una rivoluzione nella diagnostica che resta accessibile solo a pochi, simbolo delle diseguaglianze nella sanità italiana.
Mentre si consuma un po’ ovunque l’acceso dibattito sui benefici o, al contrario, sui danni che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale può apportare alla società (con modalità, a tratti, da tifoseria da stadio, che poco hanno a che fare con il necessario approfondimento del poliedrico fenomeno), arrivano notizie confortanti che forse vale la pena conoscere.
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