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Tutti a Camini, dove l’accoglienza dei migranti ha salvato il borgo

La storia

In Calabria, nel cuore della Locride, l’esperienza virtuosa di una comunità supportata dalla cooperativa Jungi Mundo: casa e lavoro per far rivivere un paese

In Calabria c’è un piccolo borgo che era sull’orlo dell’estinzione, ma che sta vivendo adesso una sorta di rinascita, di crescita sociale ed economica reale e significativa da quando, nel luglio 2011, sono arrivati i primi ragazzi dalla Costa d’Avorio. Si chiama Camini e si trova nel cuore della Locride, a 10 chilometri da Riace.

Questo è stato reso possibile dal programma di accoglienza e integrazione dei cittadini di Paesi terzi, messa in atto dalla Euroccop, servizi società cooperativa sociale che ha dato avvio “all’attuale centro operativo “Jungi Mundu”, che in dialetto calabrese locale significa “Unisci il Mondo”.

Rosario Zurzolo, presidente della cooperativa sociale, nel podcast spiega come è nata l’iniziativa. Zurzolo, figlio di genitori calabresi emigrati in Germania, ha sentito l’esigenza di aiutare chi, come sua madre e suo padre, migra in un altro Paese e ispirandosi all’esperienza di Riace ha coinvolto l’intera comunità di Camini per ristrutturare le case abbandonate e in disuso per un progetto di accoglienza diffusa.

“Dobbiamo formare una catena – ha detto ai suoi concittadini – e quindi abbiamo bisogno di tanti anelli: dal muratore all’idraulico, dall’elettricista al falegname perché in economia dobbiamo ristrutturare un borgo abbandonato per ospitare delle persone che scappano dalle guerre e dalla fame”.

Gli abitanti di Camini lo hanno seguito e, racconta, “piano piano si è ripartiti con questa rivoluzione, con questa ammodernamento e ristrutturazione del paese. Dal 2011 ad oggi abbiamo recuperato 300 posti letto, B&B, laboratori artigianali, tutto legato al progetto di accoglienza. Abbiamo riaperto le scuole, abbiamo dato lavoro, con la cooperativa lavorano 60 persone, abbiamo un bar, un ristorante. E abbiamo rivitalizzato vita anche all’agricoltura”.

Con questa iniziativa si è riusciti a dare la casa e un lavoro ai migranti, anche grazie ai bandi pubblici e alle norme che distribuiscono fondi: in questo modo si è ripopolato un borgo spopolato. Un lavoro complesso e non senza difficoltà, anche perché, come ci ha spiegato Zurzolo, senza i fondi dello Stato e la collaborazione delle istituzioni è quasi impossibile dare vita a progetti di accoglienza che funzionino.

 

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